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L'idea della tegola fotovoltaica nasce dal progetto di ristrutturazione del castello di Acquabella, nella foresta di Vallombrosa in toscana quando fu costruito il castello il tetto fu realizzato con l'impiego di tegole di dimensioni e tipologia in grado di affrontare inverni e venti fuori dall'ordinario e che dunque si presentano, ora, particolarmente adatte ad affrontare le sempre più frequenti emergenze climatiche. L'idea attuale vuole coniugare tradizione e modernità: si utilizza infatti una tegola che nel tempo ha dimostrato una grande stabilità per il suo semplice ma ingegnoso sistema di aggancio l'una all'altra, mantiene visivamente la tradizione dei tetti in cotto ed ora viene abbinata a una fonte di energia pulita. Da quest'idea nascono due tipi di tegole, il modello DF2 si rifà al tipo alpino e il modello DF3 che assomiglia al tipo portoghese.
Questo tipo di tegole sono di dimensioni superiori alle comuni in commercio (pur avendo lo stesso peso medio) e alloggiano sulla faccia esterna un pannellino fotovoltaico di discrete dimensioni, modulare insieme con le altre e quasi del tutto invisibile, diversamente dagli attualiprodotti in commercio. La caratteristica principale delle tegole DF1 e DF2 è che possono essere utilizzate anche senza l'applicazione del pannello fotovoltaico, la cui applicazione può tranquillamente essere rinviata in un secondo momento. Tale sistema permette rapidamente la manutenzione e l'eventuale sostituzione dei pannelli con altri, di caratteristiche superiori, che nel tempo la tecnologia ci offrirà, conservando tuttavia le stesse tegole come supporto. Il campo di applicazione per queste tegole è generalmente valido per tutti i tipi di tetti, ma bisogna avere una cura particolare nella valutazione delle ombre, per fare un corretto cablaggio dei diodi fra le stringhe di tegole collegate in serie. I pannellini possono contenere 4 celleda 2 Wp per cella della Isofoton (in foto) totale 8 Wp, oppure 4 celle da 3 Wp per cella della Sunpower per un totale di 12 Wp. |
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